Miriam, una storia vera #4

Sono vanitosa, lo sono sempre stata! È più forte di me: se vedo uno specchio non posso fare a meno di guardare il mio riflesso. Ecco perché, in questo ultimo post, voglio parlarvi di come il tumore metta a dura prova la percezione della bellezza e l’autostima di ogni donna.

Iniziamo dal seno: io ho avuto la fortuna di subire una mastectomia bilaterale che mi garantiva un risultato finale quantomeno simmetrico. Sono entrata in sala operatoria senza sapere bene come mi sarei risvegliata e ricordo che la prima cosa che ho chiesto al mio chirurgo plastico appena aperti gli occhi è stata: “ Espansori o protesi?”. Purtroppo molti pensano ancora che si tratti di un intervento estetico, che “Ci vogliamo rifare il seno a spese del sistema sanitario nazionale”: non è così! Io sono stata fortunata perché, avendo sempre condotto una vita sana senza fumo e con quel po’ di movimento che non guasta mai, ho potuto mettere subito le protesi ma molte, prima di potersi guardare allo specchio e riconoscersi, devono convivere mesi con gli espansori che devono essere gonfiati fino a raggiungere la dimensione desiderata. Già ci sono le cicatrici, immaginatevi anche di specchiarvi e non rivedere più le amiche che vi hanno accompagnato dall’età dello sviluppo (le mie si chiamavano Gina e Pina). Non dev’essere una bella sensazione! Perché ricordiamoci che chi affronta un intervento come il mio non vuole un seno più grande o più piccolo: lo vuole semplicemente uguale a prima! Uguale non lo sarà mai ma, nel mio caso, senologo e chirurgo plastico hanno fatto un lavoro eccellente: non avrei mai creduto che, guardandomi allo specchio a distanza di un mese dall’intervento, mi sarei riconosciuta e avrei iniziato a sentire Deborah e Samantha (ora si chiamano così) un po’ più mie!

Quando finalmente ti abitui al tuo nuovo decolté inizi la chemioterapia e ti trovi a dover affrontare un’altra decisione: parrucca, turbante o testa rasata? Premesso che non esiste una scelta giusta o una scelta sbagliata, io ho optato per il turbante! Non avevo il coraggio di farmi vedere senza capelli ma non volevo neanche spendere soldi per una cosa che, oltre a non piacermi, avrei usato solo per qualche mese. Ho iniziato a cercare tutorial su Internet (ahimè Detto Fatto era nella pausa estiva e non potevo contare sul prezioso aiuto dei nostri tutor) e a sperimentare modi creativi di mettere il turbante in testa… Che ne dite? Quale vi piace di più?

Chi fa la chemioterapia non perde solo i capelli ma anche ciglia e sopracciglia: avete mai visto su internet le foto dei personaggi famosi senza sopracciglia? Fanno impressione! Ecco perché ho deciso che io sarei stata sì pelata ma con delle fantastiche sopracciglia tatuate che non mi avrebbero fatto sentire ammalata!

Infine c’è un’ultimo effetto collaterale del quale vi voglio parlare: i chili in più che le terapie e soprattutto il cortisone mi hanno regalato! Nel mio caso sono più di 15 e ora, quando mi guardo allo specchio, vedo solo quella faccia tonda tonda che mi ricorda tanto la luna piena del film di Georges Méliès. Vi potrei lasciare con un “Prima e Dopo” in perfetto stile Detto Fatto però preferisco chiamarlo un “Prima e Durante” perché il mio vero “Dopo” ve lo mostrerò alla fine del percorso alla riscoperta del mio corpo che affronterò con l’aiuto del dott. Nicola Sorrentino. Sono sicura che tra un anno, quando mi guarderò allo specchio, mi vedrò bellissima e non sarà solo per i chili in meno e i capelli in più ma sarà anche perché, guardandomi indietro, mi stupirò di quanta strada ho percorso!

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