Lettera aperta a Botero

“Credo che l’arte debba dare all’uomo momenti di felicità, un rifugio di esistenza straordinaria, parallela a quella quotidiana. Invece gli artisti oggi preferiscono lo shock e credono che basti provocare scandalo. La povertà dell’arte contemporanea è terribile, ma nessuno ha il coraggio di dire che il re è nudo.” (cit. Botero)

Caro Fernando Botero Angulo hai perfettamente ragione.
Io quando vedo le tue opere sono felice,  mi emoziono! Le adulo! Le desidero!
Se avessi la possibilità economica e di spazio, metterei le tue opere a casa mia, ovunque.
All’ingresso posizionerei la Ballerina, nel salone Leda e il cigno, in camera di mio figlio  Guido Alberto invece Il Gatto Codone. Mi ha accompagnato anche lui alla tua mostra a Spoleto che sarà presente fino ad ottobre e anche lui ha amato le tue opere. Le guardava con occhietti furbi e vivaci chiedendomi di poterli toccare.
Lui ha solo tre anni,  ma bisogna educarli all’ARTE da piccoli, così da grandi ci andranno con i loro amici o porteranno le mamme ormai anziane.
Posso permettermi di dirti una cosa?
Quando rappresenti le mani non mi piaci tanto, ma so che riguardano un momento molto doloroso della tua vita che pochi genitori ( forse con molta fede) possono affrontare. La perdita di un figlio.
Caro Botero chissà se un giorno ti incontrerò, sappi che ti chiederò un selfie, un autografo e perché no anche uno sconto a qualche tuo disegno ( ad una scultura o ad un quadro oserei solo chiederti un omaggio☺️) .
Ah scusami non mi sono ancora presentata. Mi chiamo Caterina Balivo sono dell’80 e da sempre sostengo che tu sei il più figo di tutti.
Ora ti saluto.. Magari chiedo alla tata di mio figlio, che è peruviana, di tradurre ciò che ho scritto in spagnolo.
Non si sa mai dovessi leggere questo post è commentarlo.
Ah anche io ho un lavoro artistico … Faccio la conduttrice per la TV di Stato. Qualcuno dice anche che non me la cavo male.

Saluti Fernando e ad maiora.
La tua fan Cate.

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