Cosa succede nel mondo

Sono stata ad un matrimonio sul Lago Maggiore e ho rivisto Alice Cancellato, giovane nutrizionista che era stata ospite a Detto Fatto. Parlando delle vacanze, ormai passate, mi ha molto colpito sapere da lei che le ha trascorse facendo volontariato ad  Haiti con l’associazione Francesca Rava ad Haiti. Per questo le ho chiesto di raccontarmi la sua esperienza. Perché gli amici di CaterinaSecrets devono sapere cosa accade anche dall’altra parte del mondo.

Ecco la sua testimonianza:

“Sono partita con due obiettivi: quello di conoscere e aiutare la realtà dell’associazione ad Haiti e quello di capire e toccare con mano la malnutrizione di cui avevo visto solo poche immagini nei libri universitari.

Haiti è un paese di 10 milioni di abitanti in cui oltre l’80% delle persone vive in condizioni di povertàdegradante e più della metà, il 54%, con meno di un dollaro al giorno. Un paese in cui il 56% della popolazione soffre di malnutrizione, la disoccupazione arriva al 70% e una persona su quattro non ha acqua potabile a disposizione. Un Paese in cui un bambino su tre muore prima dei cinque anni di vita.

Per quanto gli orfanotrofi siano una realtà “felice”all’interno di un paese disperato, i bambini e gli adolescenti che vivono in queste strutture hanno comunque un infinito bisogno di ricevere attenzioni esclusive, di abbracci, di baci e di carezze, ed instaurano con i volontari, che sono lì per loro, rapporti di grande affetto e fiducia.

L’Ospedale Saint Damien, struttura d’eccellenza e unico ospedale pediatrico dell’isola, assiste 80.000 bambini l’anno e 4.000 mamme con i loro neonati.

Il programma di malnutrizione al Saint Damien è dedicato ai bambini da 0 a 5 anni, con l’obiettivo di prevenirne il decesso, affrontando urgenze come scompensi cardiaci, disidratazione, ipoglicemia e fornendo rieducazione e riabilitazione.

Ma ancora oggi un bambino su tre non arriva a cinque anni.

Quello che ho visto e ho vissuto ad Haiti non mi è possibile raccontarlo senza rinnovare un dolore troppo grande. Le immagini e la sofferenza dei bambini rimarranno nella mia mente per sempre. Come non dimenticherò le loro mamme, spesso già in attesa di un altro figlio, sedute ai margini del lettino, impotenti e rassegnate. Solo l’arrivo dei volontari riesce, almeno temporaneamente, ad affievolire la solitudine di quei bambini, la profonda tristezza e la mancanza di amore e di attenzioni.

Mi riferisco soprattutto ai bambini gravemente malnutriti nella stanza dei palloni, ai bambini disabili abbandonati a se stessi nella stanza dei pesci e ai bambini con il cancro, nella stanza del mango, che spesso sono più grandi e pienamente consapevoli.

Tutto quello che ha fatto e che continua a fare per Haiti la fondazione Francesca Rava – NPH Italia è qualcosa di magnifico. Invito tutti a conoscere questa grande famiglia e, come me, a sostenerla.”

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