Amore e famiglia 2.0

I bambini sono fantastici, riescono a farti capire un concetto difficile con esempi banalissimi o molto originali.
Mio figlio per spiegarmi il suo concetto di famiglia ha utilizzato degli sticks di burro di cacao.
A casa in montagna ce ne sono un po’, lui prima mi ha chiesto a che gusto fossero e poi guardandomi mi ha detto: “Mamma, questo alla comomilla sei tu, questo rosso forte è papà, io sono quello bebè e questo blu è la mia tata Benita.
Ecco, per lui la sua famiglia sono questi quattro sticks. Poi mi ha chiesto di comprarne altri due per i suoi fratelli. Questo week end dovrò farlo.
A proposito della sua tata, a volte mi chiedo come avrei fatto senza Benita, vive con noi da sempre. Mi aiutava già quando ero a Roma, poi mi sono trasferita a Milano e mi ha seguita e aiutata tantissimo durante la gravidanza, visto che non è stata proprio una gestazione facile, e mi ha super aiutato con il mio bambino quando sono tornata a lavorare. Per lui è stato meno traumatico il distacco, si è ritrovato a casa senza la sua mamma ma con una persona che conosce dalla nascita.
Chi non ha la fortuna di avere i genitori vicino o i suoceri, deve per forza avere un “piano b” e sopratutto una persona di fiducia. Le affidi per ore e ore tuo figlio, devi fidarti, volerle bene ma soprattuto lei deve amare il tuo bambino.
Benita è del Perù, è venuta tanti anni fa lasciando a casa quattro figli piccoli. Da più di un anno siamo riusciti a farle fare il ricongiungimento con i più piccoli.
Finalmente se li può godere, finalmente può cucinare per loro, può andare la domenica a messa con loro e seguirli a scuola.
Gli altri due invece sono rimasti in Perù, hanno studiato grazie al lavoro della mamma, si sono realizzati e hanno le loro famiglie.
W tutti gli immigrati che lavorano onestamente nel nostro paese.
Benedette tutte quelle donne straniere che ci aiutano con i nostri figli.
Senza di loro come faremmo tutte noi che lavoriamo senza i parenti vicino?
Mi arrabbio molto quando ancora oggi sento parlare di discriminazioni verso di loro, inorridisco quando molti gli attribuiscono cose brutte senza riconoscere che non tutti sono uguali.
Sono molto attenta a come si comportano le mie amiche o le mamme degli amici di GA verso le persone che lavorano con loro.
Io non ho mai avuto una tata, a casa mia mamma ha sempre fatto tutto e da sola. Ma ricordo lunghi e bellissimi pomeriggi a casa dei miei nonni o dalle mie zie. Ricordo quando lei il sabato ci diceva: “Mamma deve pulire tutta casa, andate un po’ dalla nonna”.
Ricordo ancora quando per la prima volta conobbi una tata ucraina a casa della mia amica Margareth. Ero molto  colpita e chiesi alla mia mamma perché mai la mia amica fosse in casa con una straniera. Mia mamma mi disse che lei era preziosa perché poteva far lavorare la mamma della mia amica, evitando così di lasciarla da sola a casa visto che non aveva neanche il papà.
Non so come diventerà mio figlio ma giuro che mi impegnerò per trasmettergli quella sensibilità umana che tanto manca.
“Rispetto per tutti e amore verso tutti”, sarete ripagati allo stesso modo.

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