Ciao signora Luciana

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Ad Aversa la mia vicina di casa è zia Rosa, al piano di sopra c’è zia Melina, accanto a lei c’è una nostra inquilina di nome Anna che ha fatto la sarta e il pomeriggio era la nostra tata quando mamma lavorava.
Le porte di casa nostra sono state sempre aperte o per un caffè,  per un babà, per una chiacchiera ma anche per le lamentele condominiali.
Mia mamma ci ha sempre insegnato a conoscere i nostri vicini, anche solo per chiedere quel pacco di sale o zucchero che potrebbe mancarci
Quando sono andata a vivere da sola a Roma ad ogni trasloco mia mamma mi chiedeva: “Hai conosciuto i vicini”… A me non andava di mentire e quindi con qualche scusa alla fine li conoscevo. Un’abitudine che mi porto dietro e che insegnerà al mio Guido Alberto. Anche se lui mi sa che l’ha già imparato.
Settembre 2009 mi sono trasferita a Milano. Ricordo che un giorno la porta di casa del mio vicino era aperta e ho aspettato di entrare in ascensore finché qualcuno non venisse a richiuderla. Dopo pochi minuti ecco apparire una donna alta, dagli occhi celesti, un fisico slanciato e con un sorriso sincero ma timido. Io un po’ imbarazzata le dissi: “Salve sono la sua nuova vicina, la compagna di Guido…”.
Ogni volta che ci vedevamo in ascensore parlavamo e fu molto contenta quando le dissi che aspettavo un bambino: “In questo palazzo c’era proprio bisogno di un bebè” chiosò la donna dagli occhi cielo trasparenti.
Quando nacque GA gli regalò una tutina bianca con a lato disegnate due macchinine, ironicamente mi disse: “Ai maschi piacciono le macchine, a noi donne i tacchi”.
Intanto GA cresceva e anche precocemente, infatti a nove mesi sapeva già camminare e salire le scale.
In casa nostra a metà scala c’è una finestra rettangolare lunga e stretta, ma non troppo stretta  da non poter vedere bene cosa c’è di fronte…
Lui guardava fuori fin quando non usciva la nostra vicina che era anche dirimpettaia di balcone.
Lei gli gridava: “Amore mio!” e lui batteva le sua manine cicciotte sul vetro. Quando non la vedevamo io urlavo: “Signora Luciana!” e lei subito si affacciava.
Da settembre ad oggi il mio GA la cerca… Ma l’ha ritrovata solo a casa sua, nel suo letto senza capelli con il suo corpo ormai magrissimo, avvolto in mille lenzuola e coperte.
Incredibile… lui l’ha riconosciuta, l’ha salutata, l’ha baciata quasi come se sapesse che sarebbe stata l’ultima volta che si sarebbero visti.
Un saluto muto tra due amici che non hanno mai avuto bisogno di parlarsi.
Addio Signora Luciana, GA ogni volta guarda dalla finestrella e a me sembra sempre che lui la veda.
Forse è così… forse è diventata il suo angelo e GA il suo bimbo mai avuto.

:angioletto:

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