Grecia, c’è poco da festeggiare: «I mercati la faranno pagare a Tsipras»

Parla il finanziere Guido Brera: «Domani sarà dura, ma da questa giornata potrebbe nasce la nuova Europa. L’unico che può salvare tutto? Mario Draghi»

«Domani sarà una giornata campale sui mercati, ma il rischio vero non è quel che succederà domani». È preoccupato, Guido Maria Brera, fondatore di Kairos, uno dei più importanti fondi d’investimento italiani, che nel suo romanzo «I Diavoli» aveva preconizzato uno scenario analogo. Uno che i mercati li conosce bene, insomma. E sa come si comportano in situazioni come questa: «I mercati si chiederanno i tempi di risoluzione della crisi – spiega -. Nel dubbio venderanno, soprattutto gli americani. Per gli americani l’assenza di certezza è inconcepibile e domani ce la faranno pagare salata».

A chi la faranno pagare cara? Ad Atene o a tutte le borse europee?
Atene domani rimarrà chiusa. Tutte le altre borse europee apriranno con un forte ribasso: poi Merkel e Hollande si incontreranno, Draghi dovrà dire e fare qualcosa e il mercato starà sulla notizia.

In che senso, Draghi farà qualcosa?
Draghi avrà pronta una rete di protezione per coprire le vendite di bond, soprattutto i corporate bond che sono quelli che potrebbero pagare di più l’assenza di liquidità. Già la scorsa settimana, Draghi aveva ammesso che avrebbe comprato corporate bond, del resto. Ma non è solo questo ovviamente.

Cos’altro, allora?
Draghi potrebbe essere quello che salva, di nuovo, la situazione. Prima o poi le banche riapriranno e prevedibilmente ci sarà una corsa ai depositi. Come ho scritto ne “I diavoli”, lo spread lo controlli, la corsa ai depositi no.Se Draghi taglia l’Ela – la liquidità d’emergenza delle banche – la Grecia sarà costretta a stampare pagherò, o comunque qualcosa di simile alle dracme. Un punto a cui sarebbe meglio non arrivare mai. Draghi non è un politico, ha ribadito che la Bce non ha un ruolo politico, ma ancora una volta è investito da una responsabilità politica. Dalle sue scelte dipenderà molto, se non tutto.

Alt, però. Tsipras e i suoi ribadiscono che domani mattina si troverà un accordo. Cosa ti fa pensare che abbia torto? 
Domani ci sarà un atteggiamento molto duro verso la Grecia. Non possono permettersi di concedere a Tsipras quel che vuole. Non dopo che lui ha ammesso esplicitamente che il referendum era un’arma negoziale per ottenere un accordo migliore. Accadesse, domani avremmo referendum in tutta Europa. Anzi, credo che la Germania farà come Don Vito Corleone nel Padrino: faranno alla Grecia una proposta peggiore di quella della settimana scorsa.

Quindi ha ragione la Merkel? La Grecia andrà a sbattere contro a un muro?
Tutti andiamo a sbattere contro a un muro. Questa è una partita in cui o si vince tutti o si perde tutti. Ciò detto la Merkel ha gravi responsabilità in questa partita, così come le ha il Fondo Monetario Internazionale. Non solo: mi stupisco anche che la Francia abbia lasciato loro campo libero. E non mi stupirei se domani Hollande si smarcasse dalla posizione tedesca, facendo il gioco della Grecia. Che, credo, tutto vuole tranne uscire dall’Euro.

Ricapitoliamo. Tsipras chiede un accordo migliore, la Germania fa muro, la Fracia si sfila. Tutti in attesa di Draghi. Se non è caos, poco ci manca…
Per questo dico che i mercati non vedono soluzioni, domani mattina. Io non credo che si arriverà a Grexit, ma domani i mercati faranno i conti con questa ipotesi e il vuoto d’aria sarà pesantissimo.

Ci sono rischi di contagio finanziario?
Non credo. Politico, semmai. E ho anche paura che se l’Europa continuerà a usare il pugno duro con la Grecia – cosa molto probabile – ci saranno grossi problemi sociali. Pensate a quel 40% che ha votato Sì: cosa proveranno se la situazione dovesse precipitare da un punto di vista economico, del restante 60% che ha votato No? Si rischia un tutto contro tutti. E di solito da queste situazioni non esce niente di buono.

Qualcosa di positivo da questa giornata riusciamo a tirarlo fuori? Almeno una cosa…
È positivo il risveglio delle masse, di un popolo che sulle vicende europee non aveva mai, o quasi, detto la propria. Il risveglio delle masse potrebbe essere una sveglia anche per le classi dirigenti, il risveglio dei sonnambuli,  il seme  per costruire una nuova Europa. Nel medio termine potremmo vederlo quasi come un passaggio fondativo. I rischi però sono molto alti. Potremmo arrivare alla fusione fredda, così come a un esplosione termonucleare. Incrociamo le dita.

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