Il cast di “Monte Bianco”, alle vette del reality

Foto: Arisa e la guida alpina Matteo Calcamuggi durante la registrazione di “Monte Bianco”

Preceduto dalle polemiche, sta per sbarcare su Raidue il programma condotto da Caterina Balivo

Strapiombi e polemiche. Da violare, nel magico mondo dei reality, restava forse una cosa sola: la montagna. Quella vera. Come i 4810 metri del “Monte Bianco”, che oggi dà il titolo anche al nuovo programma di Raidue in onda in prima serata dal 9 novembre e condotto da Caterina Balivo insieme con l’alpinista Simone Moro.

Presentato oggi al Prix Italia di Torino come “Il primo Celebrity Adventure Game”, è un format francese realizzato da Magnolia. La stessa casa di produzione di “Pechino Express”, col quale ha alcuni punti in comune.

A sfidarsi sono sette personaggi famosi insieme con altrettante guide. Si tratta di Stefano Maniscalco con Anna Torretta (Cordata Blu); il giornalista Filippo Facci con Andrea Perrod (Cordata Nera); Dayane Mello con Stefano De Giorgis (Cordata Viola); Jane Alexander con Roberto Rossi (Cordata Arancione); la cantante Arisa con Matteo Calcamuggi (Cordata Verde); Enzo Salvi con Alberto Miele (Cordata Blu) e Gianluca Zambrotta con Giovanna Mongilardi (Cordata Rossa).

Insieme affronteranno per cinque settimane tre sfide a puntata: la Prova vertigine, la Prova classifica e il Duello Verticale. Il tutto per arrivare a raggiungere, vetta dopo vetta, quella finale e conquistare la vittoria.

Ancora prima di partire, “Monte Bianco” ha già un record: quello delle critiche, partite nelle scorse settimane dal Club Alpino Italiano e dal altri appassionati, che giudica il reality di Raidue inappropriato perché destinato a violare la sacralità della montagna, presa troppo alla leggera, e pericoloso, perché destinato a creare l’effetto imitativo in un pubblico senza le basi tecniche necessarie.

“Questo reality resterà a prescindere da tutto” dice Caterina Balivo “una tra le esperienze più belle e più vere della mia vita. L’ho vissuta assieme ai concorrenti, svegliandomi quasi sempre alle 4,30 di mattina, raggiungendo il campo base alle 6,30, non trasportata da nessuno, sfatta e senza trucco. Ma non me ne importava nulla perché stavo vivendo veramente la montagna, considerata spesso qualcosa per vecchi. Invece non è così. Per questo quando ho letto di queste polemiche del Cai, partite tre mesi prima della messa in onda, sono rimasta molto perplessa: anzitutto perché prima di parlare le cose si guardano, poi perché questo è uno spottone alla montagna: mi sarei aspettata piuttosto un mazzo di fiori all’indirizzo della Rai”.

Che ha tutte le cautele nel ringraziare la Valle d’Aosta e nell’assicurare, tramite il direttore di rete Angelo Teodoli, il rispetto della sicurezza e dell’ambiente. Difende il reality e la sua autenticità anche il commentatore Simone Moro, alpinista, noto per le sue imprese himalayane. “Abbiamo preso sette celebrities totalmente a diguno di montagna, e abbiamo insegnato loro che cosa vuol dire fiducia a doppio senso, tra guida e accompagnatore nelle salite in cordata. Li ho visti vivere momenti di paura autentica, il fiatone, la fatica, non una ricostruzione televisiva. La produzione ha fatto quello che avrei fatto io con un mio cliente o compagno, non siamo andati lassù a giocare a pallone, a nascondino o altro. Mi aspettavo le critiche e me ne aspetto ancora di più dopo la messa in onda, perché conosco il mio mondo. Ma sono sicuro che chi saprà guardare il tutto senza essere prevenuto alla fine potrà darmi ragione. E anche il Cai noterà che probabilmente aumenteranno le iscrizioni ai corsi di roccia e la passione generale per la montagna”.

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