#CateCult Green Carpet 2019

Avevo partorito da 20 giorni quando partecipai per la prima volta al Green Carpet ideato da Livia Firth con la sua Eco Age. Indossai un abito di Brioni di dieci fa.

Lo scorso anno la stilista Laura Strambi, la più nota italiana nel campo della ecosostenibilità, ha realizzato per me un bellissimo abito.

E devo dire che anche quest’anno mi sono fidata del consiglio di Livia e di suo fratello Nicola Giuggioli di affidarmi allo stile di un brand ecosostenibile che si chiama Progetto Quid, disegnato e confezionato presso l’impresa social Quid a Verona e fondata nel 2013 da Anna Fiscale e Ludovico Mantoan. Quid nasce dall’esigenza di creare opportunità di lavoro e crescita professionale a chi si trova in situazioni di fragilità o di svantaggio lavorativo, con una particolare attenzione alle donne.

All’aspetto sociale si coniuga quello ambientale: le collezioni Progetto Quid nascono principalmente da eccedenze di produzione tessile, del miglior Made in Italy recuperate a livello nazionale.

Per il mio abito blu, il team creativo si é ispirato ad una donna dal carattere volitivo ma dalla femminilità discreta ed elegante: un gioco di equilibri perfetti. I tessuti dell’abito mixano materiali pesanti e leggeri, il bustino in tessuto d’arredamento dalla trama evidente convive in simbiosi con l’ampia gonna in raso di seta con particolare cintura maxi fiocco.

Abito disegnato dall’ufficio stile: designer Alberto Brandoli con Elena Macchioni e Alessandra Fantin

Che dire ragazzi: io sono stata a dir poco onorata di aver preso parte anche quest’anno al Green Carpet Fashion Awards e di essere sostenitrice di un progetto super!

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