#CateCult: Le Gallerie d’Italia – Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa

Questa settimana sono tornata nella mia amata Milano dopo quasi un mese di assenza. Sapendo questa volta, tra un impegno e l’altro, di dovermi fermare qualche giorno in più, mi sono organizzata e ho approfittato di questa occasione per andare a visitare le Gallerie d’Italia, nell’elegante scenografia di Piazza della Scala.

Il museo è ospitato nella ex Banca Commerciale Italiana: un palazzo eclettico che risale al secolo scorso e che, al suo interno, custodisce opere del Novecento con mostre tematiche che si rinnovano periodicamente.

Insomma, come potete immaginare, il mio habitat! Così mi sono fatta accompagnare tra i dipinti di Gianbattista Tiepolo, pittore davvero geniale che, non a caso, è anche uno dei più grandi del 1700! È un vero e proprio viaggio, quello organizzato dalle Gallerie Italiane, che parte da Venezia, dove è nato l’artista e prosegue a Milano e poi in Europa, con opere che, fidatevi, lasciano davvero a bocca aperta.

A ogni modo, quelle che mi hanno colpito di più sono sicuramente quelle che gli sono state commissionate dall’avvocato Tommaso Sandi per il suo palazzo: un ciclo di tele dedicate alle vicende mitologiche di Ulisse che, grazie alla sua astuzia e capacità diplomatica, avrebbe dovuto identificarsi con il padrone di casa.

Bellissimi però anche Il Nubifragio di San Satiro e l’Apollo tra gli dei dell’Olimpo e altre divinità. Per non parlare poi della raffigurazione di San Francesco, l’ultima opera realizzata da Tiepolo che, seppur all’epoca non apprezzata perché ritenuta di “vecchio stile”, emana un senso di perfezione davvero sconvolgente!

Che altro dirvi?! Il personale del museo – super gentile e accogliente – mi diceva che la mostra è visitabile fino al 2 maggio. Quindi il mio consiglio se siete a Milano è: andate, andate, andate!

Ne vale davvero la pena, fidatevi! Basta anche mezz’ora e avrete l’opportunità di vivere un’occasione unica e irripetibile per conoscere questo straordinario artista, in totale sicurezza. Senza parlare poi del grande aiuto che dareste a Le Gallerie d’Italia, all’arte e alle persone che vi lavorano dentro, che, come negli altri musei, si trovano a combattere le difficoltà del momento.

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