Guido Alberto e l’asilo

La sera, la cena più bella è alle 19:30 con il mio Guido Alberto. Adesso che va all’asilo mi impongo di farlo mangiare da solo, senza imboccarlo, ma lo faccio con un grande sacrificio. Adoro parlargli mentre cena, raccontargli la mia giornata ed elogiarlo sul suo appetito che lo accompagna dalle prima ore di nascita.
In realtà a lui piace mangiare da solo e ogni tanto mi sfida mangiando con le mani. Sa che non voglio! Certo i fagiolini per lui sono un must prenderli con le dita.
I bambini si sa, sono abbastanza dispettosi. A scuola GA vuole essere imboccato dalla maestra mentre a casa vuole mangiare da solo. A scuola vuole tutta la famiglia accanto a sé, a casa vuole andare al parco. A scuola vuole stare solo con la maestra Mary e non con i suoi compagni, il pomeriggio invece li nomina tutti e li vorrebbe a casa.
Insomma tutto al contrario di tutto.
Dopo tre settimane di inserimento, la mattina quando sale con me sul tram, mi dice: “Mamma, io ora piangio”.
Io gli chiedo di non farlo, gli dico che la scuola è bellissima e che è tutto meraviglioso.
Allora lui mi risponde: “Mamma, piangio poco”.
Quando poi arriviamo davanti la porta della classe ed io sono pronta a mettergli le pantofoline, lui mi stringe al collo e dice: “Mamma, io piangio tanto”. E giù le lacrime!!!
Questa cosa mi mette di cattivo umore tutto il giorno. Mi chiedo, quando passerà?
Vi confesso che vorrei ritirarlo da scuola ma sono combattuta.
Questa settimana, ahimè, non ci andrà, è in montagna con il papà e i fratelli che vivono in montagna.
Quindi per lui sarà ancora più dura tornarci e per me reggere le sue lacrime!
Che fare? Resisto?

P.S. L’altra sera volevo fargli una foto, gli ho detto: “Amore, facciamo una foto per le nonne” e lui: “No, dai, mamma!”.
Già vedete il risultato.
Non l’ho convinto neanche giocando con lui con la sua amata plastilina.

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19 Comments

  1. 1

    Il pianto di tuo figlio mi ricorda quando mi venivano a trovare i miei genitori in comunità. nel 2004. Io quando andavano via e non mi volevano portare a casa mia piangevo come un bambino ma finito il pianto facevo dei bei respiri e prendevo forza. Vedi il pianto rafforza. Tu devi far capire a tuo figlio il bene e il primo comandamento che diede Gesù che é quello di amare il prossimo come se stessi e allora lui starà. bene con gli altri anche se prenderà. delusioni la sua strada sadi vita sarà con Dio. Pee il bene. Questo é importante. Ciao e grazie.

  2. 2

    Caterina, a leggere questo racconto sul tuo Guido A, mi torna in mente quando portavo il mio Mirco all’asilo, e quando eravamo a metà strada, iniziava la mia
    opera di convincimento e dalla vetrina del negozio di Pasticceria dovevo o prenderlo in braccio e a volte lo lasciavo ancora vestito e piangente alla maestra che mi rassicurava dicendo che passava subito e mi avrebbero chiamata solo in caso di reale necessità. Io uscivo dall’asilo col magone, anche se ero bravissima a fingere con lui.Quando tornavo alle 15.30 a riprenderlo lo vedevo felice e sereno che giocava, aveva mangiato, quasi tutto e si sarebbe trattenuto ancora. Quindi ho tenuto duro e col tempo tutto si è risolto tranquillamente. Ma ti capisco e come. Quando sono così
    piccoli soffrono la sindrome di abbandono, ma quando si rassicurano che torniamo a prenderli e capiscono come funziona, torna il sereno. Poi in effetti stanno tanto bene con i loro piccoli amici, Un’ abbraccio Emanuela

  3. 3

    E bravo pero’ GA che mangia i fagiolini, i bimbi di solito con le verdure… ha solo 2anni povero per l’asilo pero ‘ se devi proprio mandarlo resisti . Cate mi sa che ho fatto una gaffe con te, ho mandato a Mecenate la stessa tovaglietta a GA ma senza iniziali, non so se e’ arrivata, con una sacca dello stesso tipo, sarebbe una copia mi spiace,fammi sapere . Notte

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  7. 7

    Grazie a te che mi hai risposto , sono felice che sia arrivata , volevo farlo ricamare io , non trovavo nessuno e sono molto frettolosa , volevo spedirlo subito , grazie anche perche’ lo usi

  8. 8
  9. 9

    Cara Caterina, sono una mamma del isola di Malta, ma sposata in Italia, ed anche io ho mandato il mio bambino Sean al primo anno di asilo..devo dirti che ad ogni bambino l’inserimento ha il suo lato ‘negativo’, il mio invece non vede l’ora di andare, addirittura entra correndo verso la classe senza salutarmi a volte.. e un po’ ci rimango male ma almeno lo vedo felice..Io dico di non scoraggiarti perche prima o poi imparera, …esempio, al inizio aveva problema di pipi , e anche non dava ascolto alle maestre..pero ora si stanno accorgendo che era perche era un altro ambiente e persone nuove, e poi ora si e risolto tutto.
    Anche volevo dirti che io prima gli parlavo l’inglese perche volevo che fosse bilingue, e mi hanno detto che devo parlare in italiano..per ora..un po non ero d’accordo..anche perche da noi e normale parlare due tre lingue..poi i bambini conversando fra di loro imparano..
    Beh chiudo dicendoti che sei bravissima e ti seguo tutti i giorni mentre il mio Sean dorme di pomeriggio , e mi rilasso siccome ho il pancione e fra poco avro il secondo..Brava e keep it up!! – Christine

  10. 10

    Ciao Cate,
    Ti seguo da sempre poiché amo le persone raffinate e di buon gusto ma allo stesso tempo umili e solari,io ti confesso che sei la mia icona di stile,ho tagliato i capelli con la tua stessa scalatura,mi trucco come te seguendo i consigli di guatelli.
    Ma a parte questo volevo dirti che mi piace tantissimo il fatto che condividi con noi le foto e le tue emozioni,molto spesso ti difendo su instangram dagli attacchi stupidi di gente altrettanto stupida.Io mi auguro risponderai a questo commento,e volevo chiederti per avere un tuo autografo come posso fare,un bacio dalla Puglia .
    Cira

  11. 11

    Quanto ti capisco…io e la mia bimba siamo al decimo giorno d’inserimento….e credo che alla fine sia più dura per noi mamme che per loro…devi resistere assolutamente!!! A loro fa bene li fortifica e gli insegna ad interagire con il prossimo in diverse circostanze…crescono giorno dopo giorno e poi quando vai a prenderli sono così felici…di aver giocato con gli altri bimbi…a loro fa benissimo staccarsi un po’ dalla mamma ed anche alla mamma fa bene riprendere in mano per qualche ora la propria vita….resisti…ad ogni lacrima…. Un abbraccio

  12. 12

    Caterina, ho due figli e tanto per farti capire che sono capricci nella norma,ti dico che il più grande ha pianto fino a Natale e il secondo solo il primo mese.Per quello che ho imparato io ti dico finché ero presente io piangevano,una volta uscita stavano già giocando( di nascosto ho sbirciato!);è la loro arma di difesa! Pensa che con il primo stavo lì finché non si calmava! Un calvario!Con il secondo non l’ho fatto,lo portavo dentro,salutavo e via; è dura ,si stringe il cuore ma è per il bene di entrambi.Cari saluti Caterina

  13. 13

    Ciao Caterina sono Valentina e lavoro con i bimbi da 12 anni e fidati i bimbi fanno tutti così, ora in mancanza di lavoro sto crescendo da babysitter da quando aveva 50 giorni una bimba,Camilla che ha iniziato anche lei il nido da poche settimane, ed ha fatto le stesse cose, i bimbi quando stanno con i genitori sono diversi da come stanno a scuola a casa cè un rapporto esclusivo all’asilo devono condividere i spazi con gli altri,e si abituano ad avere un tot di attenzioni… e poi al nido sanno che non possono avere tutto perche devono essere trattati tutti ugualmente senza privilegi ….fidati è solo questione di abitudine.Addirittura Camilla si comporta diversamente con me rispetto ai genitori, sempre perche io avendo un impronta da maestra la educo in modo da insegnarle a fare da sola a non fare capricci ,a non sbattere i piedi quando vuole ottenere qualcosa, le cose si possono chiedere invece di piangere, anche perche ora ha benissimo la padronanza del linguaggio, mentre con i genitori basta un urletto ,uno sbattere i piedi, e viene subito accontentata… i bimbi sono molto intelligenti e si comportano diversamente con ogni persona in base a quello che essi possono ottenere da quella!!! Camy sa che con me sbattere i piedi non serve perche non otterrà mai niente da me facendo cosi, perciò si comporta di conseguenza!!! fidati che l’asilo a Guido Alberto può fare solo bene, i bimbi devono crescere con i bimbi,perchè tra loro imparano molte cose… e ricorda ogni bimbo ha isuoi tempi per abituarsi ,tu devi tenere solo duro , ricorda ad un tuo cenno di cedimento G.A se ne accorgerà e farà leva su quello è normale il distacco ma quando si abituèra vedrai comincerà a piangere sempre meno e sarà più sereno!!! Vi mando un grosso bacione!P.S finalmente una conduttrice vera!!!

  14. 14

    Ciao Caterina, o meglio Sherry, sono un ragazzo della Calabria. Ho solo 14 anni. Sono un tuo fan; da quando ti ho visto a “Detto Fatto” mi sei entrata nel cuore. Sarà la tua simpatia, o che siamo tutti e due meridionali. Vorrei partecipare al tuo programma, magari con l’aiuto di Titty e Flavia perchè: A scuola; i miei compagni, mi hanno fatto uno scherzo attaccandomi la gomma da masticare sulla tuta nuova. Non vorrei farlo vedere a mia mamma perchè a quella tuta ci teneva tanto! Aiutami, per favore.
    Ah! Quasi dimenticavo. Mi puoi salutare in onda?
    Ti ringrazio,
    Francesco De Rosa.

    Terranova da Sibari,CS 23/10/2014

  15. 15

    Ciao Cate! Mi spiace molto perGA e ti capisco, ho un bimbo di 2anni. Il mio consiglio è di non dire di nn piangere o che l’asilo è bellissimo, ma digli ke capisci la sua tristezza,ke anke a te mankera’ molto e ke nn vedrai l’ora di riabbracciarlo, ma tutti vanno a scuola o al lavoro citagli es. I fratelli..perke sappia che lo capisci e comprendi le sue emozioni.un bacio

  16. 16

    Che mamma dolce che sei Caterina! Complimenti per tutto mi piaci perché sei professionalmente una delle poche persone interessanti in TV e allo stesso tempo tieni tanto alla famiglia. Che bello non è da tutti … E sei una persona semplice

  17. 17

    Ciao
    Come insegnante, consiglio di continuare a mandare il bambino a scuola. Eviterei, magari, le assenze, perché possono rendere difficile l’adattamento, anzi il riadattamento a una realtà che, malgrado la tempistica dell’inserimento, suscita ancora qualche resistenza in GA.
    Le attività della Scuola dell’Infanzia sono oggetto di una sapiente programmazione e i campi di esperienza, sebbene diversi dalle discipline della scuola primaria, permettono ai bambini di affinare competenze che in ambiente domestico, malgrado la molteplicità e la qualità di input ricevuti, è difficile raggiungere. Quindi, a patto che GA non manifesti un disagio veramente spropositato (ma sembra che non sia così), continua pure a mandarlo a scuola.
    Ciao

  18. 18

    ciao caterina, mi chiamo sabrina, ho 32 ANNI sono educatrice di nio e mamma di 4 bimbi. resisti! se tu pensi che la scuola sarà per lui un esperienza positiva vedrai che gli trasmetterai sicurezza…all inizio per tutti c’è un momento di crisi ma poi passa perchè imparano a vivere il bello della scuola. ti abbraccio forte!

  19. 19

    Ciao Caterina,
    Non preoccuparti, all’inizio é dura, ma con un po’ di costanza il bimbo si abituerà e sarà un piacere per lui andare all’asilo…
    Mio figlio ha la stesssa età del tuo e ad Ottobre ha fatto l’inserimento, all’inizio é stato difficile perché era sempre malato e non ci andava con continuità, tanto che la direttrice ci ha anche rimproverati. Adesso son due settimane che ci va volentieri, sta bene, gioca con i compagni, mangia e fa bene il riposino.
    L’unica cosa é che ancora purtroppo non mastica e quindi mangia la pappa dei piu’ piccoli, uno dei giorni piu’ belli della mia vita sara’ quando angera’ un fagiolino da solo con le mani,…
    Le maestre mi ripetono che ogni bimbo ha i suoi tempi e bisogna rispettarli, ma l’asilo é comunque un luogo di socializzazione importante prima della scuola materna, tieni duro e vedrai!!! Un saluto da Versailles
    Carmen

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