Miriam Carbone e il suo ABC… #fuckcancer

A di ASCELLE

Ho sempre saputo che avrei iniziato questo abbecedario proprio con la A di Ascelle. Eh sì perché uno dei primi pensieri che mi è balenato per la testa quando ho saputo che avrei dovuto fare la dissezione ascellare è stato: “e adesso come mi depilo le ascelle?”. A chi starà pensando che non sono questi i veri problemi voglio rispondere che sì, ci sono cose più importanti alle quali pensare quando si deve affrontare un tumore ma, visto che ormai questa malattia arriva sempre prima e che, per fortuna, tante di noi hanno ancora tutta una vita davanti, è giusto dare importanza anche a queste piccole frivolezze che ci fanno sentire normali e soprattutto ci aiutano a ripristinare il nostro vecchio stile di vita.

Qual è la figura giusta alla quale rivolgersi quando, dopo un tumore, si hanno dei quesiti di carattere estetico? I medici si concentrano, giustamente, sulle patologie e sugli effetti collaterali delle terapie, e le estetiste spesso non sanno come trattarci. Chiacchierando con altre “tumorate” ho scoperto addirittura che alcune estetiste rifiutano di farci qualsiasi trattamento per paura di far partire qualche metastasi, come se chi viene marchiata con la lettera scarlatta del tumore, si trasformi automaticamente in una bomba ad orologeria pronta a esplodere.

Per fortuna ho trovato, presso l’ospedale in cui sono stata operata, una figura nuova, quella dell’estetista oncologica che, grazie a una preparazione specifica realizzata in collaborazione con medici dermatologi, oncologi specialisti e fisioterapisti, è stata in grado di darmi consigli su come aver cura di noi stesse dopo il tumore e quindi ora vi posso dire che, anche dopo la dissezione ascellare, si può continuare a fare la ceretta a patto di adottare degli accorgimenti che rendono il trattamento delicato e non aggressivo.

Per informazioni http://esteticaoncologica.org

B di BRCA

Forse non tutti sanno che esiste un test genetico in grado di individuare una predisposizione genetica a sviluppare il cancro al seno e all’ovaio. Se in una donna è presente la mutazione del gene BRCA1 o BRCA2, le probabilità di sviluppare questi tumori in età giovanile sono molto più alte rispetto a quelle di una donna senza mutazione. Basta un esame del sangue per individuare, attraverso l’analisi del DNA, le donne ad Alto Rischio. Se nella vostra famiglia ci sono stati casi di cancro alla mammella o alle ovaie in età precoce, ovvero prima dei 44 anni, non mettete la testa sotto la sabbia ma cercate una struttura che vi permetta non solo di effettuare il test BRCA in loco seguendo dei criteri e delle regole che garantiscano l’affidabilità del risultato ma anche di essere inserite in un percorso che preveda colloqui pre e post test con un team multidisciplinare per decidere insieme la prevenzione più giusta a seconda di ogni donna. Insomma BRCA sono quattro lettere che non devono far paura perché, nonostante dietro di loro si nasconda il destino di tante donne e uomini (eh sì, avete letto bene, il tumore alla mammella può colpire anche gli uomini!) grazie a queste quattro lettere oggi possiamo scegliere il percorso di sorveglianza e prevenzione o il trattamento più adatto alla nostra storia familiare o al nostro quadro clinico. Ringrazio aBRCAdaBRA, la Onlus che sostiene tutte le persone portatrici di questa mutazione, che mi ha permesso di condividere con voi la mappa, su scala nazionale, dei centri dove è possibile effettuare il test.

Per informazioni http://www.abrcadabra.it

C di CAPELLI

La perdita dei capelli è uno degli effetti collaterali più difficili da affrontare e superare soprattutto per le donne. Certo alla fine delle terapie i capelli ricrescono, ma vi posso assicurare che ricordo ancora con le lacrime agli occhi il momento in cui hanno iniziato a cadere. A parte il dolore fisico – non chiedetemi per quale motivo ma qualche giorno prima della caduta dei capelli il cuoio capelluto ha iniziato a farmi così male che ho dovuto avvolgere la testa in un turbante per avere un po’ di sollievo – a distruggermi veramente è stato il dolore psicologico. Non potevo più fare finta che non fosse successo niente, quello che stavo passando era ormai davanti agli occhi di tutti, e soprattutto davanti ai miei ogni volta che mi guardavo allo specchio. Ognuno reagisce in maniera diversa alla perdita dei capelli: c’è chi si rasa a inizio terapia e poi sfoggia la testa pelata per tutta la durata del trattamento, chi preferisce indossare una parrucca per non dichiarare al mondo la sua malattia e chi invece, come me, opta per un turbante. Qualunque sia la vostra scelta, ecco i miei consigli su come affrontare al meglio questo momento così delicato (rigorosamente testati sulla mia testa):

  1. Prima di iniziare le terapie, approfittatene per provare a fare quel taglio che non avete mai avuto il coraggio di fare
  2. Quando iniziate le terapie, rasatevi i capelli stile soldato Jane, sarà difficile ma almeno non avrete paura di lavarvi i capelli e restare con le ciocche in mano com’è successo a me!
  3. Durante le terapie, proteggete sempre il cuoio capelluto soprattutto dai raggi del sole: non avete più lo scudo dei capelli e il rischio scottature è dietro l’angolo;
  4. Finite le terapie, rasatevi i capelli stile soldato Jane, anche in questo caso sarà difficile ma vedrete che i capelli ricresceranno più sani, forti e omogenei e sarà come voltare pagina!

Siamo arrivate al momento più bello: le terapie sono finite e i capelli, finalmente, stanno ricrescendo. Ecco i consigli dei tutor di Detto Fatto:

  1. Utilizzate prodotti delicati senza ammoniaca, parabeni e resorcina. Per i primi sei mesi dalla ricrescita dei capelli è meglio evitare di stressate i capelli con tinture, permanenti, stirature o trattamenti troppo aggressivi;
  2. Massaggiate il cranio per riossigenare il cuoio capelluto;
  3. Fate una maschera all’argilla bianca alla settimana per ristabilire il ph del cuoio capelluto favorendo la ricrescita del capello;
  4. Fate una volta al mese a partire dal secondo mese di ricrescita, un trattamento al silicone vegetale, che a differenza del normale silicone non danneggia i capelli ma li protegge, per eliminare l’effetto crespo e renderli più corposi.

In conclusione, affidatevi alle cure e alle coccole del vostro parrucchiere di fiducia che potrà accompagnarvi e consigliarvi in questo periodo così delicato.

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