#PRAYFORPARIS

Venerdì notte, tornando a casa dopo una cena tete a tete con mio marito, accendendo distrattamente la TV in camera abbiamo visto l’orrore che si stava consumando a Parigi.
In un attimo ci siamo guardati Guido ed io e nella stessa frazione di secondo abbiamo pensato alla stessa cosa.
Persone come noi erano usciti fuori dopo una settimana di lavoro chi per vedere la Nazionale di calcio, chi per fare due chiacchiere con amici, chi come la coppia di fidanzati italiani a vedere una band americana e in 129 ( queste le vittime al momento che vi scrivo) non sono più tornate a casa.
La ferocia, la cattiveria, il disgusto verso il prossimo ha colpito ancora.
Uomini e donne che si immolano per uccidere il prossimo. Non importa se disabile se bambino se donna o uomo purché sia occidentale e allora si trasforma in attimo in un perfetto bersaglio. Ieri sono stata tutto il giorno a letto con l’influenza, appena mi sentivo meglio accendevo la TV per sentire gli aggiornamenti.
Nel pomeriggio c’era anche il mio bambino e mi ha chiesto cosa stava succedendo in TV.
Lo ammetto ho cambiato canale, sono andata subito su Rai Yo-yo.
Come mamma e come donna non me la sono sentita di spiegargli che questo mondo sta diventando sempre più pericoloso e schifoso.
Perché voglio pensare che tra dieci anni non ci saranno più attentati e che l’Isis sarà solo un un brutto ricordo .
Spero di poter fare con il mio piccolo  il nostro primo Giubileo a Roma, senza paura ma solo con la fede del cuore.
Un abbraccio forte a tutte le famiglie che hanno perso il loro caro…
A Valeria, la studentessa italiana, una mia speciale preghiera.

P.S. Domani Detto Fatto torna in TV. Le puntate, lo sapete, sono registrate e mi dispiace non poter fare pubblicamente almeno un minuto di silenzio per i nostri cugini, così come non poter salutare i francesi con il tutor Michel Paquier che sarà in onda venerdì da noi.
Ma le regole degli show vanno rispettate e quando non sei in diretta non puoi fare altro che spiegare il motivo.
Così come mi sarebbe piaciuto poter salutare per sempre Moira Orfei. Una grande, un mito. L’intervistai nel 2011 a Pomeriggio sul Due, ne conservo un bellissimo ricordo.

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8 Comments

  1. 1

    CIAO CATERINA, PECCATO CHE DOMANI NON SARETE IN DIRETTA X GLI ATTENTATI A PARIGI,PER TUTTO QUELLO CHE STA SUCCEDENDO, SARETE REGISTRATI VERO? QUINDI FARETE VEDERE LE PUNTATE VECCHIE? QUANDO TORNERETE IN DIRETTA TV?

  2. 2

    È spaventoso tutto questo,credere in un ideale assurdo,e che ,non esiste afatto,uccidersi uccidendo altri simili,e assolutamente folle. Nonsi può capire,non è accettabile. Spappiamo come sei e,sappiamo che ti dispiace non poteresternare i tui sentimenti,ma cmq li scrivi. Ciao Caterina e buona giornata

  3. 3

    Hai fatto bene a spiegare che il programma è registrato e non potrai dire fare nessun commento sulle vicende francesi ..lo farai poi..e comunque l’hai fatto quì un abbraccio e Auguri per tutto!

  4. 4

    Questi fatti orribili ci rattristano i cuori, ci sconvolgono e ci poniamo molte domande, mentre ci si affolla la mentre di pensieri e preoccupazioni. Speriamo sempre in un Mondo dove la Pace sia possibile. La tua sensibilità traspare sempre e sappiamo bene che se tu avessi potuto esprimere il tuo contributo in Diretta, lo avresti fatto con tutto il tuo Cuore. Una abbraccio Caterina

  5. 5

    Lo so che il tuo programma detto fatto così come montebianco non vanno in onda in diretta, ma esprimendo tutto il tuo e di tutti noi dolore per quello che è successo tramite il tuo blog mi fa capire la bella persona che sei.

  6. 6

    Caterina sperare bene e positivo é importante. Sarà per Dio che cambieranno le cosse e ci sarà il giudizio dei vivi e dei morti spiritualmente. Io a 7/8 anni ho saputo tante cose su di me tramite il pensiero e credo che tu debba dire a tuo figlio come stanno le cose apri gli occhi a lui per diventare un uomo giusto e stai tranquilla che per allora saranno ttutte rose e fiori. Ti sconsiglio di andare nei posti religiosi importanti per pericolo di attentati. Stai molto attenta!!!!

  7. 7

    Ciao Cate,
    io penso che è davvero urgente avere degli esperti di comunicazione e cultura araba che possano sviluppare una comunicazione alternativa affinché non ci siano nuove leve di ragazzi che vanno a combattere e chi combatte cambi idea o meglio torni a pensare in modo giusto il Corano perché non c’è niente di peggio che l’estremismo, qualsiasi religione sia, anche la nostra, e con estremismo cattolico intendo non il tentare di assomigliare a Gesù il più possibile come comportamento, ma interpretare male il nostro credo creando dei gruppetti di gente che si sente “eletta” e “perfetta” e che esclude gli altri. Grazie a Dio però abbiamo Papa Francesco che ci dice di aprire tutte le porte e di avere (per i sacerdoti, ma di conseguenza penso anche per i laici) l’odore delle pecore.
    Inoltre ed in primis dobbiamo constatare che mentre gli arabi conoscono molto bene la nostra cultura, noi non possiamo dire altrettanto sulla loro, per lo meno io. Dov’eravamo con la testa quando gli arabi, di ieri e di oggi, arrivavano e giungono da noi? non li abbiamo conosciuti forse abbastanza, di certo non abbastanza per carpire dei segnali aggiustando noi metaforicamente il tiro per evitare l’Isis sul nascere. Non ci siamo preoccupati di conoscere la loro cultura, i loro modi di vivere, la loro religione e il loro modo di intendere le cose. Da occidentali ci siamo sempre creduti, sbagliando, al centro del mondo e secondi solo agli Stati Uniti. Siamo nell’era della comunicazione e io spero che in questo mondo sempre più virtuale un giorno, se proprio dovranno esserci ancora delle guerre, siano solo virtuali, perché in fondo andrebbero all’essenziale delle questioni e per trovare dei punti in comune, siccome alla fin fine le guerre sono modi diversi di vedere il mondo e la vita. Aldilà dei media e delle alte sfere, anche noi, comuni cittadini, abbiamo bisogno di imparare a dialogare e a conoscere le diverse culture, soprattutto quella araba e sono stanca di Tg e programmi ormai monotematici che vanno solo a scavare le ferite e alimentano la paura e mentre dicono che bisogna andare avanti paradossalmente non vanno avanti loro per primi, ma non parlano della possibile cura e mi tedia vedere che le risposte paiono essere solo raid aerei, mentre invece come sarebbero utili emissioni che cercano di rispondere a come dialogare con gli estremisti, ad analizzare se e come si possa riuscire a trovare una pace tramite la comunicazione, visto che, tra le altre cose, è proprio un mezzo che loro usano molto. Forse, sfruttando il loro ego, se avessero tanti tanti video intelligenti da vedere non avrebbero magari il tempo di organizzare le loro strategie militari e forse si creerebbe un corridoio di botta e risposta che possa fargli cambiare opinione perché, come detto anche a Tg 2 Insieme prima dei fatti di Parigi, questi ragazzi quando entrano nell’estremismo all’inizio non pensano assolutamente di fare quello che poi dopo l’addestramento fanno convinti.

  8. 8

    Cara Caterina a me sinceramente quello che é successo a Parigi mi fa venire i brividi forti. Non é umanamente possibile che succeda queste stragi di civili, queste bestie strane non sono mussulmani ma assassini che non hanno rispetto per la vita e lasciano l’amaro in bocca e tanto dolore.

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